Pedofilia ecclesiastica: salviamo i bambini, curiamo i preti dalla malattia

Lo psicologo ecclesiastico per spezzare l’anello della perversione pedofila. Un progetto per la prevenzione e cura della pedofilia nelle istituzioni religiose.

LA pedofilia ecclesiastica è un reato che va punito con il carcere, ma allo stesso tempo, occorre ricordare che la pedofilia è una malattia e che per tale motivo ha bisogno di essere prevenuta e curata con opportuni programmi e mezzi idonei a contrastare la sua evoluzione all’interno delle istituzioni religiose.
Come dimostrano studi del settore, la pedofilia nasce, cresce e si sviluppa in contesti socioculturali e socio-religiosi (pedofilia ecclesiastica) favorevoli all’evolversi di questa malattia.
Le prime tendenze alla pedofilia, possono manifestarsi già nell’adolescenza, e chi ne è affetto, con molta probabilità, è stato oggetto di violenze sessuali da bambino o ha assistito a scene di violenza su altri bambini (fratelli, compagni di collegio, ecc…).
Le persone che soffrono di questo disturbo, esprimono marcate difficoltà nelle relazioni sociali e scelgono spesso lavori, hobby e attività a contatto coi bambini.
Come accade per la maggior parte delle parafilie (o perversioni sessuali), difficilmente chi è affetto da pedofilia richiede aiuto ad un professionista, un po’ per vergogna, un po’ perché lo stato di libidine sperimentato è sentito talmente forte da essere ridesiderato. Per cui, l’aggiunta di un’ambiente favorevole, può spingere chi è predisposto alla malattia, a reiterare gli abusi sui bambini.
Penso per questo motivo, che sia opportuno, parallelamente ai provvedimenti penali, mettere in atto un programma di PREVENZIONE e CURA della pedofilia all’interno delle strutture religiose, in modo scientifico, prevedendo la figura dello psicologo ecclesiastico.
Un impegno che non solo il Clero, ma anche tutte le istituzioni hanno l’obbligo di dover prendere in tempi brevi.

Lino Missio

 
 
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I Poteri della mente

Forse pochi sanno che la nostra mente può spingersi oltre le capacità che noi le attribuiamo. Non parlo, però, delle abilità intellettive nel campo della scienza come quelle della matematica, fisica, che senz’altro con lo studio si possono raggiungere discreti livelli, ma di poteri legati al paranormale, alla parapsicologia.
Ci sono stati uomini famosi come Gustavo Rol (e ce ne sono tutt’ora), che hanno saputo sorprendere capi di stato, scienziati e artisti, con le loro capacità (o “possibilità” come le definiva Rol), di prevedere eventi futuri, guarire persone ammalate, fare diagnosi a colpo d’occhio.
Per gli scettici sono fenomeni legati alla casualità, alla persuasione, alla coincidenza, per chi ci crede, invece, sono doti innate che solo poche persone posseggono.
Io faccio parte della seconda categoria, quella dei creduloni, ma con una differenza: penso che questi poteri possano essere appresi da tutti.

E’ grazie a questa mia convinzione che in questi ultimi anni ho percorso vie diverse per lo studio della mente.
Ho iniziato ad avvicinarmi alla psicoenergetica e alle discipline alternative con il grande desiderio: poter integrare le conoscenze tradizionali a quelle non ufficiali. Mi sono trovato, così, di fronte ad un mondo a me sconosciuto che, nel volgere di poco tempo, ha contribuito a cambiare la mia visione del mondo.

La sensazione che ho avuto nello scoprire queste nuove conoscenze, è paragonabile a quella che può provare una persona rapita, quando dopo lungo tempo riesce ad evadere trovandosi di fronte la libertà.
Prima di questa scoperta, ero abituato a pensare che tutte le cose potessero essere spiegate solo ed esclusivamente con le leggi della fisica, rifiutando quindi tutto ciò che non poteva ad esse essere ricondotto; non solo, ma escludevo qualsiasi altra ipotesi non scientifica.
Per questo motivo all’epoca, la psicoenergetica, la bioenergetica e tutte le altre scienze non convenzionali, non avevano per me nessun significato.
Oggi, a qualche anno di distanza dal mio incontro con queste nuove discipline, ho raggiunto un senso di pienezza; è come se avessi intrapreso un percorso, ancora per certi versi inesplorato, che mi condurrà a conoscere sempre più nel profondo la mente umana.
Questa strada in effetti è già presente nella nostra realtà e può essere seguita da chiunque, basta prenderne  consapevolezza e percorrerla con umiltà. Penso che per spiegare alcuni fenomeni che riguardano la nostra mente, occorre prendere in considerazione altre spiegazioni che non appartengono solo al mondo scientifico.
Anche se la tecnica ha fatto passi da gigante grazie agli studi della fisica, non dobbiamo cadere nell’errore di pensare che possa fare altrettanto con lo studio della mente umana.
Bisogna provare a buttare il cuore oltre l’ostacolo: occorre abbracciare conoscenze diverse che ci consentano, sempre con estrema prudenza, di prendere in considerazione differenti spiegazioni ai fenomeni che accadono durante la nostra vita.
E’ grazie a questa strada da me intrapresa che oggi ho la fortuna di utilizzare particolari metodologie e tecniche all’interno del mio lavoro di consulente psicofilosofico.
Ho finalmente capito che i poteri della mente possono essere appresi.
Certo, non mi sono ancora ben chiari i processi che mi permettono di risalire ai conflitti irrisolti delle persone, individuando le tipologie e le date in cui si sono generati, e di scioglierli bioenergeticamente, ma anche se è difficile trovare una spiegazione scientifica a tutto questo, quello che mi conforta sono i risultati che ottengo quotidianamente.
Su queste tecniche, ho scritto un libro intitolato “Cosa vedo in te”, con l’intento di trasmettere speranza, amore e fede a tutti coloro che si sono smarriti

Lino Missio

 
 
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