Il racconto come diagnosi psicologica

Mi capita spesso, durante i miei corsi, di raccontare alcuni casi clinici relativi a maltrattamenti, violenze sessuali, problemi di coppia, disagi familiari, affettivi, lavorativi, ecc. Osservo sempre come, in base al racconto, alcune persone cambiano espressione, atteggiamento, si irrigidiscono, diventano nervosi, tesi. Ecco che capisco i problemi privati che attanagliano ogni singolo partecipante. Con il tempo mi sono accorto che questo metodo potevo adottarlo anche all’interno delle mie sedute come diagnosi. E così è stato. Ho iniziato quindi a raccontare alcune storie per leggere le emozioni di ritorno dei miei pazienti. Non importa se le storie narrate sono vere o inventate, ciò che conta è osservare le reazioni degli ascoltatori. Una volta acquisita la giusta sensibilità nella lettura delle emozioni, rimane semplice capire quali sono le problematiche delle persone che ci stanno di fronte. Quello del racconto è un ottimo metodo di diagnosi che, in alcuni casi, supera le tecniche diagnostiche tradizionali. Come si sa, a me piace sempre trovare un nome ad ogni tecnica che utilizzo, e in questo caso, il nome che ho pensato per questa tecnica è “Psicosorar”, perché come avviene per il Sonar, vengono letti i segnali di ritorno.

Lino Missio

 
 
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I Poteri della mente

Forse pochi sanno che la nostra mente può spingersi oltre le capacità che noi le attribuiamo. Non parlo, però, delle abilità intellettive nel campo della scienza come quelle della matematica, fisica, che senz’altro con lo studio si possono raggiungere discreti livelli, ma di poteri legati al paranormale, alla parapsicologia.
Ci sono stati uomini famosi come Gustavo Rol (e ce ne sono tutt’ora), che hanno saputo sorprendere capi di stato, scienziati e artisti, con le loro capacità (o “possibilità” come le definiva Rol), di prevedere eventi futuri, guarire persone ammalate, fare diagnosi a colpo d’occhio.
Per gli scettici sono fenomeni legati alla casualità, alla persuasione, alla coincidenza, per chi ci crede, invece, sono doti innate che solo poche persone posseggono.
Io faccio parte della seconda categoria, quella dei creduloni, ma con una differenza: penso che questi poteri possano essere appresi da tutti.

E’ grazie a questa mia convinzione che in questi ultimi anni ho percorso vie diverse per lo studio della mente.
Ho iniziato ad avvicinarmi alla psicoenergetica e alle discipline alternative con il grande desiderio: poter integrare le conoscenze tradizionali a quelle non ufficiali. Mi sono trovato, così, di fronte ad un mondo a me sconosciuto che, nel volgere di poco tempo, ha contribuito a cambiare la mia visione del mondo.

La sensazione che ho avuto nello scoprire queste nuove conoscenze, è paragonabile a quella che può provare una persona rapita, quando dopo lungo tempo riesce ad evadere trovandosi di fronte la libertà.
Prima di questa scoperta, ero abituato a pensare che tutte le cose potessero essere spiegate solo ed esclusivamente con le leggi della fisica, rifiutando quindi tutto ciò che non poteva ad esse essere ricondotto; non solo, ma escludevo qualsiasi altra ipotesi non scientifica.
Per questo motivo all’epoca, la psicoenergetica, la bioenergetica e tutte le altre scienze non convenzionali, non avevano per me nessun significato.
Oggi, a qualche anno di distanza dal mio incontro con queste nuove discipline, ho raggiunto un senso di pienezza; è come se avessi intrapreso un percorso, ancora per certi versi inesplorato, che mi condurrà a conoscere sempre più nel profondo la mente umana.
Questa strada in effetti è già presente nella nostra realtà e può essere seguita da chiunque, basta prenderne  consapevolezza e percorrerla con umiltà. Penso che per spiegare alcuni fenomeni che riguardano la nostra mente, occorre prendere in considerazione altre spiegazioni che non appartengono solo al mondo scientifico.
Anche se la tecnica ha fatto passi da gigante grazie agli studi della fisica, non dobbiamo cadere nell’errore di pensare che possa fare altrettanto con lo studio della mente umana.
Bisogna provare a buttare il cuore oltre l’ostacolo: occorre abbracciare conoscenze diverse che ci consentano, sempre con estrema prudenza, di prendere in considerazione differenti spiegazioni ai fenomeni che accadono durante la nostra vita.
E’ grazie a questa strada da me intrapresa che oggi ho la fortuna di utilizzare particolari metodologie e tecniche all’interno del mio lavoro di consulente psicofilosofico.
Ho finalmente capito che i poteri della mente possono essere appresi.
Certo, non mi sono ancora ben chiari i processi che mi permettono di risalire ai conflitti irrisolti delle persone, individuando le tipologie e le date in cui si sono generati, e di scioglierli bioenergeticamente, ma anche se è difficile trovare una spiegazione scientifica a tutto questo, quello che mi conforta sono i risultati che ottengo quotidianamente.
Su queste tecniche, ho scritto un libro intitolato “Cosa vedo in te”, con l’intento di trasmettere speranza, amore e fede a tutti coloro che si sono smarriti

Lino Missio

 
 
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