Mattanza familiare: un fenomeno mediatico

In questo ultimo periodo – ma non è una novità se seguiamo i notiziari giornalieri – stiamo assistendo a delle vere e proprie mattanze familiari: mariti che uccidono le mogli; mamme che accoltellano i figlioletti, situazioni che vengono, spesso, attribuite unicamente al degrado in cui si consumano tali delitti.
La responsabilità di questi eventi è da addossare, certamente, agli autori del delitto e al contesto socio-culturale in cui vivono, ma c’è qualcosa di più influente, qualcosa che guida la mente dei carnefici:
un io superiore, regista delle loro azioni criminali.
Per spiegare meglio questo concetto, occorre rifarsi ad un caso particolare accaduto in letteratura verso la fine del settecento.
In seguito alla pubblicazione del romanzo di Goethe I dolori del giovane Wertherı nel quale l’autore narra le delusioni dıamore e il suicidio di un giovane di nome Werther, ci fu come conseguenza un’ondata di suicidi emulativi in tutta Europa.
L’effetto fu così potente che in diversi paesi, le autorità dovettero vietare la circolazione del libro.
Il fenomeno fu esaminato e studiato da illustri ricercatori del tempo che arrivarono ad una conclusione sconvolgente:
In seguito ad un suicidio da prima pagina, la frequenza dei suicidi aumenta in modo drammatico nelle zone in cui la notizia ha avuto grande risonanza. Questo fenomeno fu chiamato ıEffetto Wertherı.
In tempi più recenti, alcune statistiche effettuate negli Stati Uniti sui suicidi avvenuti fra il 1947 e il 1968, hanno confermato questa tesi e dimostrato che nei due mesi successivi alla notizia di un suicidio clamoroso, in media, si hanno 58 casi di suicidio in più rispetto al normale.
La stessa cosa avviene per le tragedie familiari. In conseguenza ad un omicidio clamoroso, il numero di omicidi, che si consumano allıinterno delle mura domestiche, aumenta considerevolmente.
Così, in seguito alla notizia di una mamma che uccide il proprio figlio, altre mamme in crisi depressiva, compiono la stessa macabra azione. Lo stesso dicasi per una notizia tumultuosa di uxoricidio: nei giorni successivi aumenta il numero dei mariti che uccidono la propria moglie.
Questi dati sconvolgenti danno la dimensione di come, le notizie dei telegiornali, ed in genere dei mass media, possono incidere sulla psicologia delle persone. Non solo, indicano come, le nostre decisioni, siano influenzate da quelle degli altri: una sorta di riprova sociale (Se lo fanno gli altri, allora posso farlo anch’io).
Il fenomeno della riprova sociale, ultimamente, ha fatto aumentare anche i casi di delinquenza giovanile. Sembra, infatti, che molti giovani, osservando come la giustizia italiana sia poco punitiva, compiano azioni delittuose, confortati dallıidea (oramai piuttosto diffusa) che in galera non ci va nessuno.
Penso che si debba tenere sempre più conto del fenomeno Werther e delle conseguenze che, a livello sociale, può comportare.
Cosa fare allora?
Migliorare la comunicazione mediatica, eliminando inutili esasperazioni speculative, è l’unico modo per poter evitare, in futuro, inutili vittime.

Lino Missio (www.linomissio.com)
Ideatore della Psicofilosofia e Pioniere nella Consulenza filosofica in Italia.
Si è laureato in Psicologia all’Università di Pavia e in Filosofia all’Università di Genova.
Svolge da anni attività di Consulenza Aziendale ed Individuale.
E’ Presidente dell’Associazione Italiana Psicofilosofi e Presidente dell’Associazione di categoria Psicofilosofia.
Insegna materie filosofiche e psicologiche presso il Centro di Formazione Psicofilosofica di Genova di cui è Responsabile.
I suoi ambiti di ricerca vertono sulla psicofilosofia, consulenza filosofica, counseling, psicoenergetica, comunicazione, tecniche di apprendimento e sulla psicofonemologia, disciplina di recente costituzione da lui stesso fondata, che studia le influenze che i fonemi hanno sulle rappresentazioni mentali.
Dal 2000 è Direttore editoriale della rivista “Quaderni di Psicofilosofia” (Erga Edizioni) e dal 2007 è Direttore della Collana di Psicologia della casa editrice Cieffepi Edizioni.
Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Cosa vedo in te, Cieffepi Edizioni, Genova; Io preda del mio sosia, Erga Edizioni, Genova; Il cervello e la sua Coscienza, Erga Edizioni, Genova.

fonte: informatutto.info

 
 
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La tecnica del “segreto svelato” usata da Nintendo

Grande mossa commerciale della Nintendo per incrementare la vendita della nuova macchina da gioco stereoscopica.

A due mesi dall’uscita della nuova macchina da gioco stereoscopica (26 febbraio 2011 in Giappone e a marzo in tutto il Mondo), il numero uno della Nintendo, Satoru Iwata,
ha rilasciato un comunicato dove avverte dei danni  alla vista che la visione 3D comporta ai bambini sotto i sei anni. Infatti, studi del settore confermano che la vista  nei più piccoli è ancora in fase di sviluppo e la visione a 3D può causare danni irreparabili all’apparato visivo.

La notizia è stata accolta con grande stupore a tal punto che si è creduto ad un colpo di testa e ad una volontà autolesionistica della Nintendo a favore della salute dei bambini.

In realtà il comunicato nasconde una potente strategia utilizzata dai migliori venditori chiamata: La tecnica del segreto svelato.

Questa potente strategia comunicativa è conosciuta ed usata da tempo sia da professionisti sia da multinazionali e consiste nello schierarsi dalla parte dei consumatori e dei Clienti, svelando i segreti più intimi (inventati e non) a prima vista  controproducenti per il business di chi fa la confessione. Così facendo, la fiducia dei Clienti è presa e il prodotto venduto.

I camerieri più scaltri dei ristoranti ne sanno qualcosa sul “segreto svelato”. Per ricevere più mance, “svelano” sempre ai loro Clienti quale è il piatto del giorno meno “fresco” anche se poi non è così. Più risulta essere costoso quel piatto  e più la fiducia dei Clienti aumenta come, a fine pasto, la mancia.

E i venditori di auto trascurano questa strategia?

Assolutamente no. Per orientare il Cliente verso il modello che hanno intuito gli interessi,

svelano i piccoli inconvenienti (la maggior parte delle volte falsi) delle altre autovetture prodotte dalla stessa casa automobilistica. Che dire: Il fine, giustifica i mezzi!

 
 
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Percezione Extrasensoriale: Le tecniche dei servizi segreti per vedere dentro di noi

Da un po’ di anni a questa parte mi sono interessato alle tecniche di percezione extrasensoriale utilizzate dai servizi segreti Americani e Russi. Sul tema sono state svolte numerose ricerche, fin dalla metà dello scorso secolo, che documentano, come le così dette spie psichiche, accedono mentalmente a siti militari segreti dislocati in diverse parti del mondo. Non solo. Con le stesse
“tecnologie psicologiche” è possibile entrare nel pensiero dei Leader e scoprire in anticipo le loro strategie militari e politiche.
Il mio desiderio, però, non è stato (e non è) quello di raccogliere le informazioni sulla percezione extrasensoriale e riportare al mondo civile i risultati delle scoperte, bensì quello di scoprire i meccanismi sottostanti per poterli a sua volta utilizzare come strumento per la lettura delle problematiche dell’uomo. Così, unendo i risultati delle ricerche militari e civili, ho adottato una tecnica che mi permette di risalire ai conflitti più traumatici della vita delle persone, individuando, se necessario, il periodo in cui si sono generati.
Adottando questa tecnica, capita spesso di trovarmi di fronte ad una persona e “sentire” che ha perso un caro in un certo periodo, per esempio nel 1990, per poi scoprire, dalle sue parole, che quel anno corrisponde proprio alla morte di uno dei genitori.
Purtroppo, la stessa cosa accade con le violenze sessuali: in molte donne individuo questi abusi in giovane età. In questi casi, cerco di essere sempre delicato chiedendo cosa sia successo di particolare nell’anno da me specificato (di solito in quel periodo erano bambine): scoppiano sempre a piangere e mi raccontano di essere state violentate e, come accade per la maggior parte di questi casi, sono sempre le persone più vicine gli autori della violenza (nonni, padri, zii, ecc.).
Oltre a “leggere” i conflitti irrisolti della gente, ho provato a sperimentare la percezione extrasensoriale in politica e nel lavoro, ottenendo ottimi risultati.
Ricorrendo sempre alla stessa tecnica, sono in grado di verificare se alcune strategie di marketing e/o politiche possono essere (o non devono essere) adottate. Dato che la percezione extrasensoriale agisce nel tempo e nello
spazio, è possibile prevedere le scelte più convenienti da compiere.
Sono sempre di più gli imprenditori e i politici che si rivolgono a me per pianificare interventi e scelte future (prodotti da mettere in commercio, servizi nuovi da creare, nuove strategie politiche da strutturare). E’ chiaro fin dall’inizio, a chi si rivolge a me per consulenze, che non adotto la percezione extrasensoriale per spionaggio politico o industriale, va contro la mia etica.
Nel mio libro, dal titolo “Cosa vedo in te”, ho parlato della tecnica di percezione extrasensoriale che utilizzo. Come per tutte le abilità, non è possibile diventare dei percettori extrasensoriali dopo aver finito di leggere un libro: occorre molto tempo per acquisire sensibilità e pratica.
Per coloro che volessero apprendere il metodo, ho strutturato dei corsi nei quali affianco gli studenti in tutto il loro percorso formativo.

Lino Missio

 
 
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Pedofilia ecclesiastica: salviamo i bambini, curiamo i preti dalla malattia

Lo psicologo ecclesiastico per spezzare l’anello della perversione pedofila. Un progetto per la prevenzione e cura della pedofilia nelle istituzioni religiose.

LA pedofilia ecclesiastica è un reato che va punito con il carcere, ma allo stesso tempo, occorre ricordare che la pedofilia è una malattia e che per tale motivo ha bisogno di essere prevenuta e curata con opportuni programmi e mezzi idonei a contrastare la sua evoluzione all’interno delle istituzioni religiose.
Come dimostrano studi del settore, la pedofilia nasce, cresce e si sviluppa in contesti socioculturali e socio-religiosi (pedofilia ecclesiastica) favorevoli all’evolversi di questa malattia.
Le prime tendenze alla pedofilia, possono manifestarsi già nell’adolescenza, e chi ne è affetto, con molta probabilità, è stato oggetto di violenze sessuali da bambino o ha assistito a scene di violenza su altri bambini (fratelli, compagni di collegio, ecc…).
Le persone che soffrono di questo disturbo, esprimono marcate difficoltà nelle relazioni sociali e scelgono spesso lavori, hobby e attività a contatto coi bambini.
Come accade per la maggior parte delle parafilie (o perversioni sessuali), difficilmente chi è affetto da pedofilia richiede aiuto ad un professionista, un po’ per vergogna, un po’ perché lo stato di libidine sperimentato è sentito talmente forte da essere ridesiderato. Per cui, l’aggiunta di un’ambiente favorevole, può spingere chi è predisposto alla malattia, a reiterare gli abusi sui bambini.
Penso per questo motivo, che sia opportuno, parallelamente ai provvedimenti penali, mettere in atto un programma di PREVENZIONE e CURA della pedofilia all’interno delle strutture religiose, in modo scientifico, prevedendo la figura dello psicologo ecclesiastico.
Un impegno che non solo il Clero, ma anche tutte le istituzioni hanno l’obbligo di dover prendere in tempi brevi.

Lino Missio

 
 
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