Percezione Extrasensoriale: Le tecniche dei servizi segreti per vedere dentro di noi

Da un po’ di anni a questa parte mi sono interessato alle tecniche di percezione extrasensoriale utilizzate dai servizi segreti Americani e Russi. Sul tema sono state svolte numerose ricerche, fin dalla metà dello scorso secolo, che documentano, come le così dette spie psichiche, accedono mentalmente a siti militari segreti dislocati in diverse parti del mondo. Non solo. Con le stesse
“tecnologie psicologiche” è possibile entrare nel pensiero dei Leader e scoprire in anticipo le loro strategie militari e politiche.
Il mio desiderio, però, non è stato (e non è) quello di raccogliere le informazioni sulla percezione extrasensoriale e riportare al mondo civile i risultati delle scoperte, bensì quello di scoprire i meccanismi sottostanti per poterli a sua volta utilizzare come strumento per la lettura delle problematiche dell’uomo. Così, unendo i risultati delle ricerche militari e civili, ho adottato una tecnica che mi permette di risalire ai conflitti più traumatici della vita delle persone, individuando, se necessario, il periodo in cui si sono generati.
Adottando questa tecnica, capita spesso di trovarmi di fronte ad una persona e “sentire” che ha perso un caro in un certo periodo, per esempio nel 1990, per poi scoprire, dalle sue parole, che quel anno corrisponde proprio alla morte di uno dei genitori.
Purtroppo, la stessa cosa accade con le violenze sessuali: in molte donne individuo questi abusi in giovane età. In questi casi, cerco di essere sempre delicato chiedendo cosa sia successo di particolare nell’anno da me specificato (di solito in quel periodo erano bambine): scoppiano sempre a piangere e mi raccontano di essere state violentate e, come accade per la maggior parte di questi casi, sono sempre le persone più vicine gli autori della violenza (nonni, padri, zii, ecc.).
Oltre a “leggere” i conflitti irrisolti della gente, ho provato a sperimentare la percezione extrasensoriale in politica e nel lavoro, ottenendo ottimi risultati.
Ricorrendo sempre alla stessa tecnica, sono in grado di verificare se alcune strategie di marketing e/o politiche possono essere (o non devono essere) adottate. Dato che la percezione extrasensoriale agisce nel tempo e nello
spazio, è possibile prevedere le scelte più convenienti da compiere.
Sono sempre di più gli imprenditori e i politici che si rivolgono a me per pianificare interventi e scelte future (prodotti da mettere in commercio, servizi nuovi da creare, nuove strategie politiche da strutturare). E’ chiaro fin dall’inizio, a chi si rivolge a me per consulenze, che non adotto la percezione extrasensoriale per spionaggio politico o industriale, va contro la mia etica.
Nel mio libro, dal titolo “Cosa vedo in te”, ho parlato della tecnica di percezione extrasensoriale che utilizzo. Come per tutte le abilità, non è possibile diventare dei percettori extrasensoriali dopo aver finito di leggere un libro: occorre molto tempo per acquisire sensibilità e pratica.
Per coloro che volessero apprendere il metodo, ho strutturato dei corsi nei quali affianco gli studenti in tutto il loro percorso formativo.

Lino Missio

 
 
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Pedofilia ecclesiastica: salviamo i bambini, curiamo i preti dalla malattia

Lo psicologo ecclesiastico per spezzare l’anello della perversione pedofila. Un progetto per la prevenzione e cura della pedofilia nelle istituzioni religiose.

LA pedofilia ecclesiastica è un reato che va punito con il carcere, ma allo stesso tempo, occorre ricordare che la pedofilia è una malattia e che per tale motivo ha bisogno di essere prevenuta e curata con opportuni programmi e mezzi idonei a contrastare la sua evoluzione all’interno delle istituzioni religiose.
Come dimostrano studi del settore, la pedofilia nasce, cresce e si sviluppa in contesti socioculturali e socio-religiosi (pedofilia ecclesiastica) favorevoli all’evolversi di questa malattia.
Le prime tendenze alla pedofilia, possono manifestarsi già nell’adolescenza, e chi ne è affetto, con molta probabilità, è stato oggetto di violenze sessuali da bambino o ha assistito a scene di violenza su altri bambini (fratelli, compagni di collegio, ecc…).
Le persone che soffrono di questo disturbo, esprimono marcate difficoltà nelle relazioni sociali e scelgono spesso lavori, hobby e attività a contatto coi bambini.
Come accade per la maggior parte delle parafilie (o perversioni sessuali), difficilmente chi è affetto da pedofilia richiede aiuto ad un professionista, un po’ per vergogna, un po’ perché lo stato di libidine sperimentato è sentito talmente forte da essere ridesiderato. Per cui, l’aggiunta di un’ambiente favorevole, può spingere chi è predisposto alla malattia, a reiterare gli abusi sui bambini.
Penso per questo motivo, che sia opportuno, parallelamente ai provvedimenti penali, mettere in atto un programma di PREVENZIONE e CURA della pedofilia all’interno delle strutture religiose, in modo scientifico, prevedendo la figura dello psicologo ecclesiastico.
Un impegno che non solo il Clero, ma anche tutte le istituzioni hanno l’obbligo di dover prendere in tempi brevi.

Lino Missio

 
 
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