Difetti fisici? E’ arrivata la Psicofilogenetica

Oggi, a prendersi cura dei difetti fisici è una nuova disciplina: la psicofilogenetica. Grazie a sofisticate tecniche di ristrutturazione del pensiero, infatti, si riesce a far accettare i difetti fisici anche ai più ossessionati cultori della perfezione fisica, evitando così l’intervento del bisturi. Ma in che cosa consiste la psicofilogenetica. Nel nostro fare quotidiano, siamo spinti a considerare come difetti fisici, alcune nostre caratteristiche vantaggiose per la nostra sopravvivenza, solo perché gli stereotipi dettati dalla società moderna seguono diversi canoni evolutivi”. Il “trucco” consiste nel portare alla nostra consapevolezza il vero significato filogenetico del presunto difetto. A quel punto, come per magia, scopriremo che ciò che vedevamo come un difetto, si rivela essere un vantaggio per la nostra esistenza.
Prendiamo come esempio, il caso di una giovane donna che pensava di non piacere agli uomini per via dei suoi fianchi larghi. I fianchi larghi per lei erano diventati una vera e propria ossessione. Non usciva più di casa e se era su un autobus scendeva sempre per ultima in modo da non essere osservata da dietro, così anche alle cene o in pizzeria, era sempre l’ultima ad uscire dai locali. E proprio per questo problema era convinta che nessun uomo volesse uscire con lei. Dopo averle insegnato i procedimenti della psicofilogentetica, finalmente, è riuscita a liberarsi da questa ossessione”.
Ora, questa signora, è del tutto serena, non solo perchè ha consapevolizzato che i fianchi larghi nascondono un messaggio erotico diretto agli uomini, ha capito anche che questa caratteristica è un segnale di fecondità che trasmette la propensione a fare figli e che gli uomini, proprio per istinto, sono attratti sessualmente dai fianchi larghi, un meccanismo escogitato dalla natura per salvaguardare la specie umana.
Il desiderio sessuale scatenato dai fianchi larghi e sedere grosso nell’uomo è così forte che si ripercuote anche in altre parti del corpo. Alcuni scienziati hanno affermato che anche l’attrazione verso il seno femminile, è legata all’attrazione che l’uomo ha per il sedere della donna.
I due seni, ricordano le natiche femminili e non come si pensa, il seno della madre. In modo particolare, il maschio è attratto dal solco che vi è fra i due seni, indipendentemente dalla loro grandezza. Il reggiseno push up, è stato ideato proprio per questo”. La psicofilogenetica si rivela una metodologia di grande efficacia. E’ bene, però, fare
attenzione ad utilizzarla per il verso giusto. Perchè?
Provate a dire ad un culturista (che trascura i muscoli delle gambe), che le donne guardano il sedere degli uomini, non per un semplice fattore estetico, ma per valutare filogeneticamente, la forza di spinta sessuale posseduta!

Lino Missio

Mattanza familiare: un fenomeno mediatico

In questo ultimo periodo – ma non è una novità se seguiamo i notiziari giornalieri – stiamo assistendo a delle vere e proprie mattanze familiari: mariti che uccidono le mogli; mamme che accoltellano i figlioletti, situazioni che vengono, spesso, attribuite unicamente al degrado in cui si consumano tali delitti.
La responsabilità di questi eventi è da addossare, certamente, agli autori del delitto e al contesto socio-culturale in cui vivono, ma c’è qualcosa di più influente, qualcosa che guida la mente dei carnefici:
un io superiore, regista delle loro azioni criminali.
Per spiegare meglio questo concetto, occorre rifarsi ad un caso particolare accaduto in letteratura verso la fine del settecento.
In seguito alla pubblicazione del romanzo di Goethe I dolori del giovane Wertherı nel quale l’autore narra le delusioni dıamore e il suicidio di un giovane di nome Werther, ci fu come conseguenza un’ondata di suicidi emulativi in tutta Europa.
L’effetto fu così potente che in diversi paesi, le autorità dovettero vietare la circolazione del libro.
Il fenomeno fu esaminato e studiato da illustri ricercatori del tempo che arrivarono ad una conclusione sconvolgente:
In seguito ad un suicidio da prima pagina, la frequenza dei suicidi aumenta in modo drammatico nelle zone in cui la notizia ha avuto grande risonanza. Questo fenomeno fu chiamato ıEffetto Wertherı.
In tempi più recenti, alcune statistiche effettuate negli Stati Uniti sui suicidi avvenuti fra il 1947 e il 1968, hanno confermato questa tesi e dimostrato che nei due mesi successivi alla notizia di un suicidio clamoroso, in media, si hanno 58 casi di suicidio in più rispetto al normale.
La stessa cosa avviene per le tragedie familiari. In conseguenza ad un omicidio clamoroso, il numero di omicidi, che si consumano allıinterno delle mura domestiche, aumenta considerevolmente.
Così, in seguito alla notizia di una mamma che uccide il proprio figlio, altre mamme in crisi depressiva, compiono la stessa macabra azione. Lo stesso dicasi per una notizia tumultuosa di uxoricidio: nei giorni successivi aumenta il numero dei mariti che uccidono la propria moglie.
Questi dati sconvolgenti danno la dimensione di come, le notizie dei telegiornali, ed in genere dei mass media, possono incidere sulla psicologia delle persone. Non solo, indicano come, le nostre decisioni, siano influenzate da quelle degli altri: una sorta di riprova sociale (Se lo fanno gli altri, allora posso farlo anch’io).
Il fenomeno della riprova sociale, ultimamente, ha fatto aumentare anche i casi di delinquenza giovanile. Sembra, infatti, che molti giovani, osservando come la giustizia italiana sia poco punitiva, compiano azioni delittuose, confortati dallıidea (oramai piuttosto diffusa) che in galera non ci va nessuno.
Penso che si debba tenere sempre più conto del fenomeno Werther e delle conseguenze che, a livello sociale, può comportare.
Cosa fare allora?
Migliorare la comunicazione mediatica, eliminando inutili esasperazioni speculative, è l’unico modo per poter evitare, in futuro, inutili vittime.

Lino Missio (www.linomissio.com)
Ideatore della Psicofilosofia e Pioniere nella Consulenza filosofica in Italia.
Si è laureato in Psicologia all’Università di Pavia e in Filosofia all’Università di Genova.
Svolge da anni attività di Consulenza Aziendale ed Individuale.
E’ Presidente dell’Associazione Italiana Psicofilosofi e Presidente dell’Associazione di categoria Psicofilosofia.
Insegna materie filosofiche e psicologiche presso il Centro di Formazione Psicofilosofica di Genova di cui è Responsabile.
I suoi ambiti di ricerca vertono sulla psicofilosofia, consulenza filosofica, counseling, psicoenergetica, comunicazione, tecniche di apprendimento e sulla psicofonemologia, disciplina di recente costituzione da lui stesso fondata, che studia le influenze che i fonemi hanno sulle rappresentazioni mentali.
Dal 2000 è Direttore editoriale della rivista “Quaderni di Psicofilosofia” (Erga Edizioni) e dal 2007 è Direttore della Collana di Psicologia della casa editrice Cieffepi Edizioni.
Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Cosa vedo in te, Cieffepi Edizioni, Genova; Io preda del mio sosia, Erga Edizioni, Genova; Il cervello e la sua Coscienza, Erga Edizioni, Genova.

fonte: informatutto.info

La tecnica del “segreto svelato” usata da Nintendo

Grande mossa commerciale della Nintendo per incrementare la vendita della nuova macchina da gioco stereoscopica.

A due mesi dall’uscita della nuova macchina da gioco stereoscopica (26 febbraio 2011 in Giappone e a marzo in tutto il Mondo), il numero uno della Nintendo, Satoru Iwata,
ha rilasciato un comunicato dove avverte dei danni  alla vista che la visione 3D comporta ai bambini sotto i sei anni. Infatti, studi del settore confermano che la vista  nei più piccoli è ancora in fase di sviluppo e la visione a 3D può causare danni irreparabili all’apparato visivo.

La notizia è stata accolta con grande stupore a tal punto che si è creduto ad un colpo di testa e ad una volontà autolesionistica della Nintendo a favore della salute dei bambini.

In realtà il comunicato nasconde una potente strategia utilizzata dai migliori venditori chiamata: La tecnica del segreto svelato.

Questa potente strategia comunicativa è conosciuta ed usata da tempo sia da professionisti sia da multinazionali e consiste nello schierarsi dalla parte dei consumatori e dei Clienti, svelando i segreti più intimi (inventati e non) a prima vista  controproducenti per il business di chi fa la confessione. Così facendo, la fiducia dei Clienti è presa e il prodotto venduto.

I camerieri più scaltri dei ristoranti ne sanno qualcosa sul “segreto svelato”. Per ricevere più mance, “svelano” sempre ai loro Clienti quale è il piatto del giorno meno “fresco” anche se poi non è così. Più risulta essere costoso quel piatto  e più la fiducia dei Clienti aumenta come, a fine pasto, la mancia.

E i venditori di auto trascurano questa strategia?

Assolutamente no. Per orientare il Cliente verso il modello che hanno intuito gli interessi,

svelano i piccoli inconvenienti (la maggior parte delle volte falsi) delle altre autovetture prodotte dalla stessa casa automobilistica. Che dire: Il fine, giustifica i mezzi!