Ipnosi e Controllo del Dolore

 

E’ uscito il mio nuovo libro: IPNOSI E CONTROLLO DEL DOLORE.

Sia la versione e-Book che quella cartacea possono essere acquistate direttamente su Amazon

Dall’introduzione:
Lo scopo principale di questo libro è quello di mettere in evidenza come l’ipnosi possa intervenire sul controllo del dolore.

Nella prima parte del libro ho fatto un excursus storico su come nei secoli il dolore è stato interpretato e studiato a partire dalle civiltà primitive.

Successivamente ho parlato del dolore acuto e cronico e preso in esame i meccanismi fisiopatologici dei diversi tipi di dolore: nocicettivo; neuropatico; psicogeno.

Ho inoltre analizzato gli aspetti clinici del dolore e le terapie per la sua cura, da quelle farmacologiche (antinfiammatori, gli oppioidi, gli antidepressivi, gli anticonvulsivanti, etc.), a quelle non farmacologiche (tecniche di rilassamento, meditazione, agopuntura, psicoterapie e l’ipnosi, argomento del presente testo).

Nella seconda parte ho descritto l’ipnosi e la sua storia. Una storia controversa fatta di ostacoli, di falsi miti che per molti anni l’hanno vista sul banco degli imputati per l’immagine distorta che alcuni suoi sostenitori le hanno attribuito.

L’ipnosi è uno stato naturale di coscienza in cui ogni individuo può raggiungere spontaneamente. Nulla di magico, nulla di fantascientifico. L’ipnosi è comunicazione, relazione, comportamento, linguaggio, movimento.

Mi sono poi concentrato sull’ipnosi utilizzata per il controllo del dolore, sui meccanismi neurobiologici che sottostanno al fenomeno dell’analgesia ipnotica e sui diversi ambiti di applicazione.

La terza ed ultima parte, infine, l’ho dedicata alla descrizione delle tecniche di induzione ipnotica utilizzate per il controllo del dolore.

Chi protegge i bambini?

 

I bambini si aspettano sempre che dal pericolo noi adulti li salveremo.

Nei momenti più difficili ci vedono come dei supereroi pronti a portarli in salvo.

Purtroppo in alcune realtà non è sempre così e la speranza dei bambini muore insieme a loro tra bombe, guerre e malvagità.

Bambini

 

I cuccioli dell’uomo.
Appena nati cercano amore e protezione da chi ha donato loro la vita.

Una protezione che verrà cercata istintivamente anche in altri adulti (familiari, parenti, insegnanti, etc.).

Si perché i bambini credono in noi ciecamente.

Sanno che sui grandi possono contare.
E che ad ogni pericolo possono stare tranquilli perché a prendersi cura di loro c’è sempre qualcuno.

Immaginano un mondo dove il bene vince sul male.
E se il male è tanto più forte, non c’è nulla da temere: gli adulti ci sono sempre e vegliano sui loro sogni colmi di personaggi e storie a lieto fine.

Si perché i bambini sono così: si affidano e si fidano totalmente dell’amore e dell’affetto che noi adulti proviamo per loro. È la loro ingenuità a guidarli.

Ma purtroppo questa ingenuità a volte non viene ripagata e si vedono traditi proprio da chi si sarebbe dovuto occupare di loro.

Ed ecco che ad un tratto si trovano all’interno di guerre, sangue e distruzione.

Un inferno creato dalla stupidità umana che nessun bambino dovrebbe vedere, vivere o morirci dentro.

Ricordare un trauma: È l’inconscio che decide.

 

La rimozione dei traumi psicologici più dolorosi della nostra infanzia è un meccanismo adottato dalla nostra mente per proteggerci.

Attraverso l’ipnosi è possibile accedere a queste dolorose informazioni ma è il nostro inconscio a darne il benestare e lo fa solamente se siamo pronti ad elaborare queste nostre grandi ferite.

Rimozione e sintomo

 

Perché alcune persone non ricordano il trauma subito?

Di fronte ad un trauma (immaginiamo ad una violenza sessuale), il nostro inconscio rimuove dalla coscienza l’evento subito.

Lo fa per venirci in aiuto, per fare in modo che si possa andare avanti nella vita (e questo accade soprattutto nel periodo dell’infanzia).

Si pensi al disagio che una persona che ha subito violenza potrebbe vivere se ricordasse per filo e per segno la violenza vissuta: la sua vita sarebbe un inferno.

Il nostro inconscio dunque fa si che che l’evento venga rimosso dalla coscienza.

Ma la nostra mente inconscia non si limita solo a farci dimenticare il trauma: attraverso il sintomo ci permette di difenderci da ciò – e da chi – ci ha fatto del male.

Non è un caso se alcune donne che hanno subito violenza da bambine presentano odio e rifiuto (che non si spiegano coscientemente perché l’hanno rimosso) nei confronti di chi ha abusato di loro.

Non solo ma gli stessi sentimenti, per effetto alone, si estendono anche verso tutto il genere maschile.

Questa situazione spesso impedisce a queste donne di costruirsi una normale vita affettiva.

In questi casi per risolvere il problema è opportuno attraverso un intervento psicologico indagare su eventuali traumi rimossi (i sintomi possono aiutare il professionista a capire quali traumi possono essere stati vissuti) elaborandoli e fare in modo che l’effetto alone di cui si è parlato possa essere neutralizzato e dare così inizio ad una vita serena.

Siamo unici, non diversi!

 

Pensa un attimo se non ci fossero classificazioni dentro le quali rientrare.

Ognuno di noi sarebbe una persona unica con le proprie potenzialità, caratteristiche, risorse.

E invece fin dalla nascita veniamo incastrati all’interno di parametri che stabiliscono se siamo giusti o sbagliati.

Così ci troviamo ad essere belli o brutti, intelligenti o stupidì, brutti o belli, gay o etero, perdendo quell’essere unici che la natura ci ha donato.

Il gioco disegna il nostro futuro

 

Mi piace fare il papà. Chi mi conosce questo lo sa. A partire dai pannolini da cambiare, dalle pappe da preparare e dai vestitini da lavare (mansioni che ora mai non svolgo perché i miei figli sono grandi).

Mi piace anche dedicarmi ai lavori di casa: mettere in moto la lavatrice, fare la spesa, lavare i piatti, attaccare un bottone. Insomma tutto quello che è necessario fare per se stessi e per la famiglia.

Ma perché sto scrivendo questo?

Perché vorrei parlare di una cosa molto importante: il gioco.

Si perché è dal gioco e dai giocattoli che si impara a fare cose che poi da grandi ci verranno utili.

Eppure per i nostri piccoli a seconda che siano maschietti o femminucce scegliamo giocattoli differenti.

E lo facciamo perché esiste un condizionamento sociale delle resistenze e fattori culturali.

Starete pensando: certo Lino, è giusto così perché vedere un bambino che gioca con una bambola e fa girare una lavatrice giocattolo fa impressione.

Eppure quel bambino crescerà, diventerà un uomo e avrà dei figli da abbracciare, da accudire, da cambiare. Ma quello stesso uomo dovrà anche occuparsi di se stesso, della sua famiglia e di quell’elettrodomestico che per molti uomini è sconosciuto: la lavatrice.

Dove voglio arrivare con questo discorso?

Che giocare ci prepara al futuro, che i giochi non influenzano l’orientamento sessuale e che contribuiscono alla creazione dei ruoli che avremo e ci prenderemo da grandi.

Nei pomeriggi invernali quando ero piccolo mia madre mi insegnava a cucire, lavare i piatti, stirare. Eppure a quei tempi erano considerate mansioni femminili. Ma mia madre non aveva questo pregiudizio.
Tra l’altro mi veniva semplice farlo perché giocavo spesso con i giocattoli di mia sorella (fili, aghi, cucine giocattoli etc.)

Non so se amo fare il papà perché ho tenuto in braccio il cicciobello di mia sorella.
Ritengo però che la scelta dei giocattoli può cambiare il modo di vivere delle singole persone e di una società. E il gioco fa parte della struttura dell’educazione.

I ruoli che rivestiremo da grandi sono lo specchio dei ruoli in cui abbiamo giocato da piccoli.

L’ipnosi al di là della psicologia

 

C’è sempre un po’ di diffidenza verso l’ipnosi. Eppure i fondamenti di questo trattamento sono scientifici e nulla hanno a che vedere con il mondo magico.

Nel 1942 in Inghilterra un certo Ward, medico chirurgo, amputò una gamba ad un paziente utilizzando l’ipnosi come anestesia.
Dopo l’Intervento il paziente riferì di non aver sentito nessun dolore.

Ancora oggi l’ipnosi è utilizzata in sala operatoria come anestesia su pazienti allergici alle anestesie farmacologiche.

In campo odontoiatrico è utilizzata da tempo per estrazioni, impianti e piccoli interventi in assenza di dolore.

In ginecologia ed ostetricia per aiutare le mamme a partorire senza dolore e ansia.

In campo medico per la cura di cefalee, emicranie, articolazioni, dolori di natura neoplastica e nelle malattie autoimmuni.

Per sedare l’ansia e il dolore in esami diagnostici invasivi.

Nello sport è utilizzata a livello agonistico per aumentare la concentrazione e le prestazioni degli atleti.

Nel campo dell’apprendimento per potenziare le capacità mnestistiche.

Insomma l’idea dell’ipnosi delimitata al solo mondo della psicologia è cambiata.

I sintomi narrano lo stile di vita

 

Spesso dietro ad alcuni disturbi di natura psicologica si nascondono stili di vita non compatibili con la loro guarigione.

Si può lavorare sulla cancellazione temporanea dei sintomi ma se lo stile di vita non cambia i disturbi saranno sempre lì a farci compagnia.

Silenziare i sintomi è come tagliare le spie del cruscotto di un’automobile: se i freni non funzionano, tagliare le spie non servirà a far fermare la macchina.

L’importanza di un sorriso

 

Ricevere un sorriso trasforma la tua giornata.

Come la pioggia, lava via le cose più spiacevoli.

Come il vento, spazza via l’indifferenza e l’indisponenza di alcune persone.

E come il sole, illumina la tua vita.

Un semplice sorriso ha tutta questa forza e rende più piacevole la vita delle persone.

Avere la consapevolezza che donare un sorriso possa regalare gioia mi rende felice.

Ecco perché sorrido 😀